Le Società del Gruppo
Gennarelli Bideri
Bideri Spettacolo
Bi.G. Comunicazione
Contatti
info@fondazionebideri.it
tel: 06.68.19.181
tel: 08.157.99.813
fax: 06.68.19.182.18
-"Napoli jazz sound" di Biseo Sanjust Quartet e' disponibile su iTunes. Scarica le celebri canzoni napoletane come "'O sole mio", "voce 'e notte", "'o surdato 'nnammurato" riarrangiate in chiave jazz!

-Dopo lo straordinario successo di vendite fatto registrare nello store Fnac di Napoli, "Napoli jazz sound" e' ora in distribuzione in tutti i negozi della catena francese. L'album realizzato dal quartetto di Riccardo Biseo e Gianni Sanjust e' disponibile nei punti vendita Fnac di Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova e Verona.

-"Napoli jazz sound" al top di vendite!
Prima tiratura esaurita nei soli giorni delle feste natalizie per il cd del Biseo Sanjust quartet. Quasi settecento le copie vendute a Napoli nel solo megastore Fnac. Nella classifica dei cd piu' venduti delle feste si e' piazzato al quarto posto assoluto, alle spalle di Claudio Baglioni, Mario Biondi e Michael Jackson. Dell'album partenopeo il primato del maggior numero di copie vendute in un sol giorno, 220.

- Le canzoni classiche napoletane arrangiate in chiave jazz! E' uscito "Napoli jazz sound" dei Biseo Sanjust Quartet. 'O sole mio, Torna a Surriento, Voce 'e notte e altri evergreen in un cd di straordinaria eleganza.

- Le mostre della Fondazione Bideri on line: www.osolemioforever.it, per conoscere la storia della canzone italiana piu' famosa al mondo. www.partonoebastimente.it, per rileggere il fenomeno dell'emigrazione attraverso le canzoni.


FONDAZIONE BIDERI
La FONDAZIONE BIDERI è un'istituzione no profit il cui scopo è la promozione e la valorizzazione della cultura napoletana. Proprietaria di un notevole fondo di documenti storici, è impegnata nella costituzione di un imponente archivio digitale della canzone napoletana. Contemporaneamente la sua attività è finalizzata alla organizzazione di mostre, seminari e convegni

nonché alla produzione editoriale di applicazioni multimediali e telematiche. L’impegno della Fondazione Bideri ha come obiettivo di medio periodo la realizzazione del primo museo della canzone napoletana. Nel corso degli anni, la Fondazione Bideri ha organizzato i festeggiamenti per i cento anni di “Torna a Surriento”, un convegno sulla modernità di Alfonso Maria De Liguori realizzando anche un dvd sulla sua opera con musiche di Enzo Gragnaniello, ha collaborato alla mostra su Piedigrotta allestita nel settembre 2006 nel Palazzo Reale di Napoli, ha contribuito alla produzione dei cd "Carogne" dei Virtuosi di San Martino, “Audizioni di Piedigrotta 2007” e “Te piace ‘o presepio?”, prima compilation di canzoni napoletane natalizie.
Al suo attivo collaborazioni con l'Archivio storico della canzone napoletana e il Premio Carosone.
Tra le recenti produzioni della Fondazione Bideri le due mostre “‘O sole mio forever” e “Partono ‘e bastimente” realizzate rispettivamente nell’ambito della Festa di Piedigrotta del 2007 e del 2008 con grande successo di pubblico e di critica.

’O sole mio! Forever
Per la prima volta nella storia nasce una mostra itinerante dedicata al mito sbocciato intorno a una canzone

Partono e Bastimente
Una storia da raccontare: le voci dei cantanti emigrati in America, le testimonianze in musica della vita di un popolo

News
Napoli jazz sound in tutti i negozi Fnac
Dopo lo straordinario successo di vendite fatto registrare nello store Fnac di Napoli, "Napoli jazz sound" è ora in distribuzione in tutti i negozi della catena francese. L'album realizzato dal quartetto di Riccardo Biseo e Gianni Sanjust è disponibile nei punti vendita Fnac di Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova e Verona.
 
Un concertino napoletano su I tunes
Si arricchisce di un nuovo album il catalogo della Gennarelli Bideri presente su I tunes, E music e gli altri store di musica digitale collegati all'aggregatore Believe Digital. Da questa settimana è possibile scaricare gli undici brani di "Concertino Napoletano", album che ripropone in un elegante arrangiamento per mandolino, mandola, chitarra e violoncello grandi classici della canzone napoletana come "Fenesta vascia", "Te voglio bene assaje", "Torna a Surriento" e via suonando.
 
CantaNapoli nell'era del download: "Napoli jazz sound" sbarca su iTunes

“Napoli jazz sound”, il cd di Biseo Sanjust Quartet, edito dalla storica etichetta Gennarelli Bideri, sbarca in rete. Dopo il successo nei negozi tradizionali – l’album è risultato tra i più venduti nel periodo natalizio dalla sede partenopea della Fnac ed è già stato ristampato due volte - è ora possibile scaricare i su iTunes i dieci classici napoletani riarrangiati e improvvisati da due protagonisti del calibro del clarinettista Riccardo Biseo e del pianista Gianni Sanjust, accompagnati dal contrabbasso di Mauro Battisti e dalla batteria di Carlo Battisti.
Il progetto “Napoli jazz Sound” aggiunge ritmo, profumo d’America e spesso di dixieland al fascino intramontabile dei capolavori della tradizione partenopea come “'O sole mio", "Voce ‘e notte" e “‘O surdato ‘nnammurato”, continuando nell’opera di contaminazione che è alla base della canzone napoletana stessa.
Con la realizzazione di “ Napoli jazz sound” la Fondazione Bideri dimostra ancora una volta come la canzone napoletana possa rappresentare un patrimonio culturale, che va difeso e tramandato ai posteri, rilanciato anche grazie al web. L’ascoltatore del terzo millennio, con un semplice click, potrà scegliere un brano a meno di un euro (0,99 €.) o scaricare l’intero album a 9,90 euro, e portare a spasso nel suo Ipod il fascino immortale della canzone napoletana, melodia antica ma pronta per il futuro, come dimostra la sua nuova vita on line.

 
USA IL TUO 5 PER MILLE PER SALVARE LA CANZONE NAPOLETANA
L’Unesco ancora non ha accolto la richiesta di inserire la canzone napoletana tra i patrimoni culturali dell’umanità. A Napoli non c’è ancora un museo della canzone napoletana. Istituzioni di ogni grado e colore hanno “dimenticato” di celebrare i 150 anni dalla nascita di Salvatore Di Giacomo. Lo sappiamo che esistono cause più urgenti e importanti, ma noi della Fondazione Bideri da anni lavoriamo sul fronte della cultura napoletana, soprattutto della canzone, per salvarne la memoria, impedirne l’estinzione e accompagnarla verso il futuro.
Donare il cinque per mille alla Fondazione Bideri (C.F. 94147950631) vuol dire darci strumenti per questa battaglia culturale, scommettere che una terra senza memoria è una nazione senza futuro.
Esistono, certo, cause più urgenti e importanti, ma questa è quella che gli eredi Bideri si ritrovano affidata da chi la canzone, e la cultura, partenopea dell’epoca d’oro ha contribuito a costruirla. Ecco perché chiedervi di darci una mano nella valorizzazione di un patrimonio che non può e non deve andare perduto. Per quello abbiamo organizzato mostre come “‘O sole mio forever” (www.osolemioforever.it) e “Partono ‘e bastimente” (www.partonoebastimente.it), successi di critica e soprattutto di pubblico. Prima di chiedere il vostro aiuto, abbiamo lavorato su diversi fronti organizzando convegni, come quello sulla modernità di Alfonso Maria De Liguori; in occasione del centenario del Futurismo, abbiamo ricordato un personaggio come Francesco Cangiullo pubblicando un mini-disco di Mauro Gioia e nell’ambito della mostra “Futurismo Manifesto 100X100”, abbiamo messo a disposizione alcuni documenti di notevole rilievo storico che sottolineano la centralità della città di Napoli nella storia del movimento futurista; abbiamo scommesso sulla canzone napoletana di ieri e di domani, pubblicando dischi come “Napoli jazz sound” e “Te piace ‘o presepio?”. Ogni giorno lavoriamo alla costituzione di un imponente archivio digitale della canzone napoletana grazie al fondo di documenti storici, spartiti, testi autografi, quadri, strumenti musicali antichi, libri e materiale d’epoca di cui siamo depositari.
Tra i nostri obiettivi di medio periodo la realizzazione del primo museo della canzone napoletana.
La nostra passione nasce dalla convinzione che la cultura napoletana rappresenti un patrimonio culturale, che va difeso e tramandato ai posteri, rilanciato, rispettato, ma che va anche usato come volano economico per la Napoli, per la Campania, per l’Italia tutta.
Grazie per la pazienza e il tempo dedicatoci fin qui. Grazie mille se vorrete avere fiducia in noi.
 
Con Biseo e Sanjust cantaNapoli jazz alla Fnac
1400 le copie vendute in 3 mesi di cui 1200 solo nel megastore Fnac di Napoli per 10 classici napoletani riarrangiati in chiave jazz: questi i numeri di “Napoli jazz sound”, il cd di Biseo Sanjust Quartet edito dalla Gennarelli Bideri. Dopo il successo di vendite, il cd sarà presentato a Napoli nella Fnac di Via Luca Giordano il 31 marzo alle ore 18. Durante lo showcase il clarinetto di Gianni Sanjust e il pianoforte di Riccardo Biseo regaleranno al pubblico capolavori della tradizione partenopea come “'O sole mio", "Voce e notte" e “‘O surdato ‘nnammurato”, in una rilettura in chiave jazz, spesso dixieland. Allo showcase, condotto da Ida Di Martino, speaker di Radio Kiss Kiss Napoli, parteciperà Ferdinando Villevieille Bideri, l’editore e discografico che ha scommesso sul progetto vincente di “Napoli jazz sound”, un disco che dimostra ancora una volta la versatilità e l’immortalità della melodia partenopea, capace di rinnovarsi senza rinnegare le sue origini.
Appuntamento dunque per mercoledì 31 marzo alle ore 18 alla Fnac di Napoli in Via Luca Giordano 59, dove l’improvvisazione di due grandi jazzmen si sposerà con il fascino intramontabile della tradizione partenopea per un’inedita atmosfera che infiammerà il cuore del Vomero. L'ingresso è libero.
 
"'O sole mio" illumina anche i vampiri!
L’unico sole che non carbonizza i vampiri sembra essere “’O sole mio”, le cui note fanno da sottofondo a “Edward goes to Italy”, lo speciale contenuto nel dvd doppio e nel blu-ray disc di “New moon”, l’ultimo episodio della saga di “Twilight”. In uscita il 25 marzo, il dvd contiene le scene della trasferta italiana di Edward Cullen, interpretato da Robert Pattinson, che, insieme alla protagonista femminile Kristen Stewart, nei panni della mortale Bella, racconta l’antefatto della storia che ha portato i due protagonisti in Toscana. La location su cui brilla il sole napoletano è quella di Montepulciano, il paesino toscano scelto dal regista Chris Weitz per riprodurre l’atmosfera della Volterra del romanzo della Meyer. In attesa del terzo film della saga, i curiosi e le fans del sensuale Edward potranno vedere il modo in cui è stata realizzata la scena nella piazza dove il bellissimo vampiro che vorrebbe rivelare la sua natura, per scatenare l’ira dei vulturi, viene fermato dalla giovane amata che credeva morta. Dopo il caso Invictus, la cui colonna sonora troppo simile a “‘O sole mio” ha fatto “gridare” al plagio, Hollywood sceglie ancora il capolavoro di Capurro-Di Capua-Mazzucchi che dal 1898 continua ad incantare tutti, persino i vampiri. Questa volta in una versione strumentale, affidata a una fisarmonica dal sapore folk.
 
Addio a Van Wood, l’olandese-napoletano
Chitarrista e astrologo di successo, Peter Van Wood, è morto il 10 marzo a 83 anni al Policlinico Gemelli di Roma. Olandese, nato all'Aia nel 1927, amava molto l'Italia dove si stabilì nel 1949. Aveva quattordici anni quando cominciò a suonare la chitarra. Studiava al conservatorio e ascoltava i grandi chitarristi jazz quando fece i primi passi in piccole formazioni in Olanda e all'estero e nel 1946 si esibì al Palladium di Londra. È stato uno dei primi ad usare la chitarra elettrica e gli effetti speciali con l'eco e il riverbero. Con Renato Carosone e Gegè Di Giacomo aveva formato un trio musicale di successo. Nel 1954 si era dato alla carriera di solista con canzoni che segnarono un'epoca tra cui ricordiamo “Tre numeri al lotto”. Nel 1958 incide con Bideri la canzone “E’ inutile”. Sempre griffato Bideri è il triplo “Van Wood story” che contiene le registrazioni del "Quartetto Van Wood" realizzate nel giugno del 1973 negli studi di registrazione della sede napoletana della casa editrice, in via San Pietro a Majella,17. Il sound del quartetto dell' olandese-napoletano, con l’indemoniato batterista Luciano Gargiulo, Bruno Bordi alla chitarra e contrabbasso e il pianista virtuoso Antonio Sinagra è racchiuso nei grandi successi come “Accerezzame”, “Scapricciatiello”, “Serenatella sciuè-sciue” e risulta ancora di grande attualità per la capacità di far "parlare" la chitarra,per il ritmo travolgente, la modernità del sound e l'allegria delle interpretazioni.
 
"NAPOLI JAZZ SOUND" AL TOP DI VENDITE!
Prima tiratura esaurita nei soli giorni delle feste natalizie, e ristampa d'urgenza per soddisfare i nuovi ordini per “Napoli jazz sound” il cd del Biseo Sanjust quartet che affronta i classici della canzone napoletana in chiave jazz, spesso quasi dixieland. Quasi settecento le copie vendute a Napoli nel solo megastore Fnac, sempre più frequentato da chi ancora compra e cerca musica, con particolare attenzione per tendenze e novità: trasmesso spesso e volentieri nelle sale di via Luca Giordano nella classifica dei cd più venduti delle feste si è piazzato al quarto posto assoluto, alle spalle di Claudio Baglioni, Mario Biondi e Michael Jackson. Dell'album partenopeo il primato del maggior numero di copie vendute in un sol giorno, 220.

Vincenti si rivelano da un lato, il fascino intramontabile di “'O sole mio", “Voce e notte”, ma anche “Scapricciatiello” e “Accarerezzame”, dall'altra le voci soliste del clarinetto di Sanjust e del vibrafono di Biseo, capaci di rileggere storiche melodie trattandole come degli autentici standard, con la preziosa collaborazione della sezione ritmica formata da Carlo Battisti alla batteria e Mauro Battisti al contrabbasso.

Il successo, forse persino inatteso, del cd si inserisce, per la Gennarelli Bideri che l'ha voluto e sostenuto, nell'operazione di rilancio e rivalutazione del patrimonio canoro napoletano, confermato anche dal più scontato e meno clamoroso buon risultato di vendite di “Te piace 'o presepio?” l'unica compilation di canzoni natalizie interamente napoletane.

“Napoli jazz sound” nasce dalla convinzione che la canzone napoletana rappresenti un patrimonio culturale, che va difeso e tramandato ai posteri, rilanciato, rispettato, ma che va anche usato come volano turistico per la città, per la Campania, per l'Italia tutta. Il turista che visita gli scavi di Pompei, il Museo di Capodimonte, la costiera sorrentina o le isole del golfo trova in questo cd le melodie più famose della canzone napoletana elegantemente arrangiate in chiave jazz e, portandole via con sé, si assicura una possibilità unica: rivivere una storia gloriosa, che continua rinnovandosi.







 
Il tema della soundtrack del film «Invictus»di Clint Eastwood appare troppo simile a”’O sole mio”: citazione o plagio?
Secondo i credits della pellicola, quell’insinuante e poi sempre più trascinante motivo l’avrebbe scritto Kyle Eastwood, figlio di Clint: ma che non sia tutta farina del suo sacco è del tutto evidente non solo agli eredi di Capurro, e di Di Capua e gli autori dell’immortale componimento musicale che lo firmarono nel 1898. Immortale e dunque intonato, cantato, stonato, arrangiato, riarrangiato, storpiato e rimodernato migliaia di volte in ogni angolo del mondo: da Enrico Caruso a Josephine Baker a Claudio Villa a Dalida a Mina a Carreras a Pavarotti a Elton John non c’è cantante degno di questo nome che non l’abbia cantata, e non si contano i capi di Stato esteri che, in visita in Italia, non ne abbiano farfugliato qualche verso nel corso di brindisi ufficiali, convinti che fosse “’O sole mio” e non “Fratelli d’Italia” il nostro vero inno nazionale.
Del resto, che” ’O sole mio “avesse un’ispirazione fortemente locale ma un respiro e una vocazione decisamente cosmopoliti sta scritto nel suo dna: i versi furono vergati a Napoli dal giornalista Capurro, ma musicati da Di Capua che si ispirò non ammirando il tramonto sul Golfo di Napoli, bensì l’alba sul Mar Nero, visto che in quel momento si trovava a Odessa per accompagnare il padre, violinista in tournée. Canzone amata in Italia, amatissima all’estero: già nel 1957 Bill Haley con i suoi Comets ne incise una versione rock intitolata appunto “Come rock with me”, ma il botto lo fece tre anni dopo Elvis Presley, che in poco tempo riuscì a vendere dieci milioni di copie del 45 giri “It’s now or never”, in cui The Pelvis dava fremiti da drive in una generazione yankee che ancora stentava a trovare Napoli sulla carta geografica.
Certo, in oltre un secolo di vita “’O sole mio” è diventato davvero un patrimonio mondiale musicale dell’umanità, però il problema si pone quando dalla traduzione e dalla cover si passa direttamente a quello che appare a prima vista (e soprattutto a primo orecchio) un clamoroso plagio. Clamoroso proprio perché eventualmente operato ai danni di una canzone che persino i più stonati fra noi riconoscono dal primo vibrar di mandolino: possibile che i responsabili di una major statunitense, pronti a consultare uffici legali a schiere per evitare di compiere anche il più piccolo passo falso nella giungla piena di trappole del diritto d’autore, abbiano sottovalutato i rischi di una colonna sonora che pantografa lo spartito di una delle canzoni più famose al mondo?
 
"‘O sole mio" per Rania di Giordania sul palco della 60° edizione del Festival di Sanremo
"La musica italiana è meravigliosa. E come potrebbe non esserlo vista la musicalità della lingua italiana? Per me,”'O sole mio'”, interpretata da Andrea Bocelli, evoca dolci ricordi dell’Italia e contiene l’essenza del vostro meraviglioso Paese, la bellezza della terra, del mare e del delizioso cibo italiano": lo ha dichiarato la regina Rania Al Abdullah di Giordania durante la seconda serata della 60° edizione del Festival di Sanremo. La super ospite, dopo essere stata intervistata dalla conduttrice Antonella Clerici, è stata omaggiata dalle voci de “il Trio”. I tre giovani tenori(Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble) hanno cantato una splendida versione di “0 sole mio” che, dal palco dell’Ariston, ha incantato la regina e i 10.164.000 di telespettatori che hanno seguito la trasmissione.

 
"O sole mio" e “O surdato ‘nnammurato” nella compilation “Dialetti d’Italia”
Due su quattro dei brani napoletani contenuti nel cd “Dialetti d’Italia” sono targati edizioni musicali Bideri. A rappresentare la Campania nel doppio album che raccoglie tutti i dialetti del Belpaese, ci sono infatti due strepitose interpretazioni di Massimo Ranieri, alle prese con “’O sole mio”, il brano napoletano e italiano più noto nel mondo, ed una versione dal vivo di “’O surdato ‘nnammurato”, riportata alla sua dolente natura. Insieme a “Fratelli d’Italia”, si ascoltano nel disco brani come “Madonina” e “Vitti ‘na crozza”, “Roma nun fa’ la stupida stasera” e “Quel mazzolin di fiori”, e le voci di Alberto Rabagliati, Ornella Vanoni, Gabriella Ferri, Gigliola Cinquetti, Bruno Lauzi, Franco Califano, Claudio Villa, Giacomo Rondinella, Nino Taranto e tanti altri. La compilation, pubblicata dalla Warner Music, è disponibile dal 12 febbraio in tutti i negozi.
 
SOTTO IL VESTITO... NAPOLI
Lorenzo Hengeller, Fiorenza Calogero, Daniela Fiorentino e Lorena Tamaggio tra i classici partenopei e il jazz nelle notti dei “Teatri di pietra”
Napoli, Villa Imperiale a Posillipo, venerdì 24 luglio

La melodia classica napoletana si spoglia della retorica del passato e si veste di atmosfere jazz. E’ questa l’ultima sfida della Fondazione Bideri che presenta in anteprima assoluta “Sotto il vestito… Napoli”, il concerto di tre giovani chanteuse Fiorenza Calogero, Daniela Fiorentino e Lorena Tamaggio, le cui voci nude sono vestite dal pianoforte jazz di Lorenzo Hengeller. Il concerto, che si inserisce nella prestigiosa rassegna “Teatri di pietra”, si terrà venerdì 24 luglio alle 21,30 nel suggestivo palcoscenico di Villa Imperiale a Posillipo. Canzoni d’amore, morte, sesso e destino: dal canto delicato di “Scetate” al tema dell’amor tradito con “T’aspetto ‘e nove”, dalla barcarola dark di “ ’Na bruna” al tono sfrontato di “ ‘A canzuncella” e “Adduormete cu’ mme” fino a brani contemporanei come “Annura” e “Uocchie e paura” scritti dalla giovane cantautrice Lorena Tamaggio. Uno spettacolo inedito in cui, grazie all’arrangiamento del giovanotto matto Hengeller, Di Giacomo convive con Gershwin, gli Alunni del Sole con Cocciante, la fronna con lo shuffle, ma senza confusioni stilistiche, nella ricerca di una ballad newpolitana che rispetti versi e armonie dell'era d'oro, ma rintracci anche quanto c'è di prezioso anche in una produzione più recente. Un work in progress che farà scalpore quando approderà su cd e la nudità, melodica e non, diventerà la chiave interpretativa dell’intero progetto, al centro del lavoro della Fondazioni Bideri sulla canzone napoletana, classica e non: suoni e immagini dal futuro antico.

Info e prenotazioni al numero verde 800024060.
Ingresso da Grotta di Seiano (Via Coroglio) ore 20.30, inizio spettacoli ore 21.30.
Il costo dei biglietti è di euro 12 (intero) e di euro 8 (ridotto).
L’area è raggiungibile con autobus di linea della ANM, con fermata all’ingresso del sito.
 
LA CANZONE NAPOLETANA CHE PIACE AL NORD
La melodia classica napoletana unisce l’Italia, non la divide. E’ proprio il caso di dirlo dopo la presentazione alla stampa de “Le classiche napoletane e la loro storia”, album d’esordio di Luigi Paragone, un sannita a Varese, che da tempo canta Napoli soprattutto al Nord.
Alla conferenza stampa, tenutasi il 13 maggio al Bluestone, moderata dal giornalista Pasquale Esposito, è intervenuto anche il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino che ha dichiarato: “la musica napoletana è un bene culturale da salvaguardare e valorizzare, che necessita di un riconoscimento formale come quello di essere inserita dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità.”
Presente allo showcase il figlio di Luigi Paragone, Gianluigi, giornalista di prestigio, vicedirettore di “Libero”, conduttore su Raidue di “Malpensa Italia”, nonché ex direttore del quotidiano “La Padania” che ha ricordato le sue radici e il suo amore per la melodia partenopea, patrimonio ereditario di una regione, dichiarando di aver regalato la prima copia del disco a Vittorio Feltri.
“Le classiche napoletane e la loro storia”, edito dalla Gennarelli Bideri, si avvale del supporto artistico di validissimi esponenti dell’Accademia Mandolinistica Napoletana come Mauro Squillante, Leonardo Massa e Leonardo Lospalluti che, insieme alla voce matura di Luigi Paragone, hanno regalato l’atmosfera di un moderno concertino, colto ma legato alla tradizione, lontano dall’oleografia come da qualsiasi ibrido imposto dalla moda della contaminazione a ogni costo.

 
FUTURISMO: NAPOLI PRIMA DI PARIGI
Dopo il successo di pubblico e critica riscosso dalle due mostre organizzate per la Piedigrotta 2007 e 2008, la prima su "'O sole mio" e la seconda sulle canzoni dell'emigrazione, la Fondazione Bideri ha collaborato anche all'edizione 2009 della ritrovata festa, permettendo di rivendicare il primato della nostra città nella storia del movimento futurista, dimenticata finora da tutte le iniziative predisposte in occasione del centenario della pubblicazione del manifesto marinettiano. In bella vista infatti, tra i materiali prestati dalla Fondazione Bideri alla mostra “Futurismo Manifesto 100X100” nella Sala Dorica di Palazzo Reale, c'è il numero di “La Tavola Rotonda”, rivista piedigrottesca e letteraria edita da Ferdinando Bideri che, il 14 febbraio 1909, pubblicò per la prima volta, con una settimana di anticipo rispetto al francese “Le Figaro”, il manifesto futurista di Marinetti.
Ad arricchire la sezione napoletana della mostra ci sono poi alcuni documenti, sempre provenienti dagli archivi della Fondazione, inerenti alla figura di Francesco Cangiullo, poeta-pittore-musicista futurista, di cui si potrà apprezzare un inedito acquerello in cui ritrae con simbologia massonica, Francesco Tommaso Marinetti. Il legame tra il Futurismo e la Festa di Piedigrotta è poi sottolineato dall'esposizione di un raro numero della “Piedigrotta Miccio” del 1908 in cui Marinetti scrive entusiasticamente proprio della festa settembrina e delle sue canzoni.
A sottolineare la rivendicazione del primato e della centralità di Napoli nella storia del movimento futurista anche un'altra iniziativa realizzata dalla Fondazione Bideri nell'ambito della Piedigrotta 2009, la pubblicazione di un mini-cd intitolato "Piedigrotta Cangiullo" in cui Mauro Gioia rilegge la "Canzone futurista" di Cioffi e Cangiullo e, insieme con la star della nuova chanson francese Barbara Carlotti, "La cocotta futurista", ancora di Cangiullo.
La mostra può essere visitata fino al 3 novembre 2009.
 
LE STRENNE DI BIDERI
Anche quest’anno la Fondazione Bideri propone delle originali idee regalo per il prossimo Natale. Chiamando allo 0815799813, dalle 10.00 alle 13.00, oppure inviando una mail all’indirizzo napoli@fondazionebideri.it, è possibile ordinare una delle “strenne Bideri” pensate per fare la gioia degli appassionati della canzone napoletana.

STRENNA DEL PRESEPE
Questa strenna contiene tre cd che non troverete in vendita da nessuna altra parte:
- Te piace ‘o presepio?
La prima compilation di canzoni napoletane dedicate al Natale. Da “Quanno nascette Ninno” di Pina Cipriani a “’O zampognaro ‘nnammurato” di Massimo Ranieri passando per “Lacreme napulitane” di Gabriella Ferri, “Mo vene Natale” di Renato Carosone, “La canzone di Razzullo” di Peppe Barra, “’A ‘nferta” di Marcello Colasurdo e tante altre
- Napoli jazz sound
Riccardo Biseo e Gianni Sanjust rielaborano in chiave jazz i classici della canzone napoletana. Il risultato finale è un cd strumentale di rara eleganza in cui trovano posto delle versioni davvero sorprendenti di “’O sole mio”, “Torna a Surriento”, “Accarezzame” e di altri sette evergreen della musica partenopea
- Piedigrotta Cangiullo
Mini cd contenente le versioni di “La cocotta futurista” e “Canzone futurista” riarrangiate da Mauro Gioia in occasione dei festeggiamenti per il centenario del Movimento Futurista. Due canzoni per un omaggio a Francesco Cangiullo, mente ed anima del futurismo napoletano.

Prezzo comprensivo di spese di spedizione € 20,00

STRENNA DELLA BEFANA
Questa strenna contiene quattro cd e un catalogo ormai introvabile:
- Te piace ‘o presepio?
La prima compilation di canzoni napoletane dedicate al Natale. Da “Quanno nascette Ninno” di Pina Cipriani a “’O zampognaro ‘nnammurato” di Massimo Ranieri passando per “Lacreme napulitane” di Gabriella Ferri, “Mo vene Natale” di Renato Carosone, “La canzone di Razzullo” di Peppe Barra, “’A ‘nferta” di Marcello Colasurdo e tante altre
- Napoli jazz sound
Riccardo Biseo e Gianni Sanjust rielaborano in chiave jazz i classici della canzone napoletana. Il risultato finale è un cd strumentale di rara eleganza in cui trovano posto delle versioni davvero sorprendenti di “’O sole mio”, “Torna a Surriento”, “Accarezzame” e di altri sette evergreen della musica partenopea
- Le classiche napoletane e la loro storia
La melodia classica napoletana unisce l’Italia, non la divide. E’ proprio il caso di dirlo a proposito di questo cd che è l’album d’esordio di Luigi Paragone, un sannita a Varese, che da tempo canta Napoli soprattutto al Nord. Un cd che è il frutto dell’incontro con Mauro Squillante e Leonardo Massa della Accademia Mandolinistica Napoletana. In scaletta, otto classici della canzone napoletana impreziositi dalle atmosfere di un moderno concertino
- Piedigrotta Cangiullo
Mini cd contenente le versioni di “La cocotta futurista” e “Canzone futurista” riarrangiate da Mauro Gioia in occasione dei festeggiamenti per il centenario del Movimento Futurista. Due canzoni per un omaggio a Francesco Cangiullo, mente ed anima del futurismo napoletano.
- ‘O sole mio forever
Il catalogo dell’omonima e fortunata mostra che racconta la storia della più famosa canzone napoletana. Immagini, scritti e rielaborazioni grafiche ridanno voce a Giovanni Capurro, Eduardo Di Capua, Ferdinando Bideri, Enrico Caruso ed Elvis Presley,tutti protagonisti di un successo lungo un secolo.

Prezzo comprensivo di spese di spedizione € 30,00
 
Il tema della soundtrack del film «Invictus» di Clint Eastwood appare troppo simile a”’O sole mio”: citazione o plagio?
Secondo i credits della pellicola, quell’insinuante e poi sempre più trascinante motivo l’avrebbe scritto Kyle Eastwood, figlio di Clint: ma che non sia tutta farina del suo sacco è del tutto evidente non solo agli eredi di Capurro, e di Di Capua e gli autori dell’immortale componimento musicale che lo firmarono nel 1898. Immortale e dunque intonato, cantato, stonato, arrangiato, riarrangiato, storpiato e rimodernato migliaia di volte in ogni angolo del mondo: da Enrico Caruso a Josephine Baker a Claudio Villa a Dalida a Mina a Carreras a Pavarotti a Elton John non c’è cantante degno di questo nome che non l’abbia cantata, e non si contano i capi di Stato esteri che, in visita in Italia, non ne abbiano farfugliato qualche verso nel corso di brindisi ufficiali, convinti che fosse “’O sole mio” e non “Fratelli d’Italia” il nostro vero inno nazionale.
Del resto, che” ’O sole mio “avesse un’ispirazione fortemente locale ma un respiro e una vocazione decisamente cosmopoliti sta scritto nel suo dna: i versi furono vergati a Napoli dal giornalista Capurro, ma musicati da Di Capua che si ispirò non ammirando il tramonto sul Golfo di Napoli, bensì l’alba sul Mar Nero, visto che in quel momento si trovava a Odessa per accompagnare il padre, violinista in tournée. Canzone amata in Italia, amatissima all’estero: già nel 1957 Bill Haley con i suoi Comets ne incise una versione rock intitolata appunto “Come rock with me”, ma il botto lo fece tre anni dopo Elvis Presley, che in poco tempo riuscì a vendere dieci milioni di copie del 45 giri “It’s now or never”, in cui The Pelvis dava fremiti da drive in una generazione yankee che ancora stentava a trovare Napoli sulla carta geografica.
Certo, in oltre un secolo di vita “’O sole mio” è diventato davvero un patrimonio mondiale musicale dell’umanità, però il problema si pone quando dalla traduzione e dalla cover si passa direttamente a quello che appare a prima vista (e soprattutto a primo orecchio) un clamoroso plagio. Clamoroso proprio perché eventualmente operato ai danni di una canzone che persino i più stonati fra noi riconoscono dal primo vibrar di mandolino: possibile che i responsabili di una major statunitense, pronti a consultare uffici legali a schiere per evitare di compiere anche il più piccolo passo falso nella giungla piena di trappole del diritto d’autore, abbiano sottovalutato i rischi di una colonna sonora che pantografa lo spartito di una delle canzoni più famose al mondo?

 
Addio a Van Wood, l’olandese-napoletano
Chitarrista e astrologo di successo, Peter Van Wood, è morto il 10 marzo a 83 anni al Policlinico Gemelli di Roma. Olandese, nato all'Aia nel 1927, amava molto l'Italia dove si stabilì nel 1949. Aveva quattordici anni quando cominciò a suonare la chitarra. Studiava al conservatorio e ascoltava i grandi chitarristi jazz quando fece i primi passi in piccole formazioni in Olanda e all'estero e nel 1946 si esibì al Palladium di Londra. È stato uno dei primi ad usare la chitarra elettrica e gli effetti speciali con l'eco e il riverbero. Con Renato Carosone e Gegè Di Giacomo aveva formato un trio musicale di successo. Nel 1954 si era dato alla carriera di solista con canzoni che segnarono un'epoca tra cui ricordiamo “Tre numeri al lotto”. Nel 1958 incide con Bideri la canzone “E’ inutile”. Sempre griffato Bideri è il triplo “Van Wood story” che contiene le registrazioni del "Quartetto Van Wood" realizzate nel giugno del 1973 negli studi di registrazione della sede napoletana della casa editrice, in via San Pietro a Majella,17. Il sound del quartetto dell' olandese-napoletano, con l’indemoniato batterista Luciano Gargiulo, Bruno Bordi alla chitarra e contrabbasso e il pianista virtuoso Antonio Sinagra è racchiuso nei grandi successi come “Accerezzame”, “Scapricciatiello”, “Serenatella sciuè-sciue” e risulta ancora di grande attualità per la capacità di far "parlare" la chitarra,per il ritmo travolgente, la modernità del sound e l'allegria delle interpretazioni.
 
Addio a Giovanna Murabito
A novantadue anni, il 7 gennaio scorso, si è spenta donna Giovanna Murabito, vedova di Vincenzo D'Annibale, il compositore della celebre “'O paese d' 'o sole”. La donna viveva nella sua casa museo in via Nuova Poggioreale, dove conservava testimonianze del marito come il pianoforte, i quadri, vari premi e il Decreto di Re Vittorio Emanuele III della nomina a Commentatore della Corona d'Italia, le foto dei grandi cantanti e musicisti della canzone napoletana e internazionale. Durante i funerali monarchici, celebrati nella chiesa di San Giacomo degli Italiani, il feretro è stato avvolto nel tricolore con lo stemma di casa Savoia.

Giovanna Murabito sposò il compositore rimasto vedovo della prima moglie Concetta Longino, da cui ebbe sei figli. Nato a Napoli il 22 maggio del 1894, diplomato al conservatorio San Pietro a Majella, Vincenzo D'Annibale ebbe una brillante carriera come concertista, tanto che, nel 1926, organizzò la serata in onore del Principe Umberto di Savoia che volle riceverlo a corte per ringraziarlo. Tante le canzoni di successo come: “Casarella a Marechiaro”, “'A bumbuniera”, “Maggio m'ha scritto”, “Tu ca si 'mamma”, “'A luna”, “Vela surrentina”. Ma il nome di D'Annibale è legato soprattutto ai celebri versi “Chist'è 'o paese d''o sole, chist'è 'o paese d''o mare, chist'è 'o paese addó tutt''e pparole, só' doce o só' amare, só' sempe parole d'ammore”: sono le parole di “’O paese d''o sole”, la canzone che lo ha reso celebre. Composta da Libero Bovio, amico e avversario nel gioco delle carte, la canzone, composta nel 1925 e edita da Santa Lucia (Bideri), fu eseguita alla Piedigrotta del 1925 e cantata da una giovane esordiente Leda Ledi. Il successo fu tale che durante la competizione canora i grandi cantanti fecero la fila per chiedere di interpretarla, ma D’Annibale volle che la canzone rimanesse alla Ledi. Poi divenne una delle canzoni napoletane più eseguite di tutti i tempi. Roberto Rossellini la usò nella colonna sonora del suo “Viaggio in Italia”. Tra le canzoni scritte per Santa Lucia/Bideri si ricordano, tra le altre, “’E denare d’’o ‘nfinririnfì” e “Terra straniera”.Vincenzo D’ Annibale riposa nel recinto degli Uomini Illustri a Poggioreale accanto alla sua Donna Giovanna.Nel 1986 il Comune di Napoli gli ha intitolato una strada al Vomero, nella zona dedicata agli artisti: “'o paese d''o sole” non ha dimenticato la sua musica.